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Riferimenti a fonti esterne o informazioni collegate al mondo della ceramica in generale

Le Scanalature: alcuni consigli per eseguirle al meglio

Le scanalature sono un ottimo modo per dare una texture a un un’oggetto di ceramica, per donargli personalità ed eleganza.
Ecco 4 piccoli suggerimenti per effettuarle al meglio.

1. DUREZZA DELL’ARGILLA
Il pezzo deve essere della giusta durezza per essere inciso. “Durezza cuoio” è l’espressione ustata nel mondo della ceramica per definire l’argilla non troppo asciutta ne troppo bagnata. Se l’oggetto è troppo asciutto non riuscirete ad effettuare le scanalature, al massimo farete selle leggere scalfitture e in più rischierete di rompere il pezzo per la troppa pressione che eserciterete nel tentativo di scalfirlo. Se l’oggetto è troppo bagnato invece, non riuscirete a fare agevolmente l’incisione perché la striscia di argilla verrà via difficilmente perchè troppo appiccicosa; inoltre rischierete di deformare la forma dell’oggetto.
2. METTETEVI COMODI
Potete scegliere in quale posizione mettervi per fare le scanalature. L’oggetto potete tenerlo verticale appoggiato sul torniello o sul tavolo,  in orizzontale appoggiato sulle vostre ginocchia o sempre in orizzontale appoggiato sul tavolo su della gommapiuma.  Nel caso in cui il pezzo sia di piccole dimensioni potete anche scegliere di tenerlo in mano. Fate delle prove e scegliete la vostra posizione preferita. Io solitamente decido la posizione in relazione alla forma dell’oggetto: se l’oggetto ha delle pareti dritte preferisco tenerlo in verticale appoggiato sul torniello, se l’oggetto ha una forma curvilinea preferisco appoggiarlo sulle ginocchia.
3. SCEGLIETE LO STRUMENTO GIUSTO. Le scanalature possono essere fine, spesse, arrotondate, squadrate. Dovete solo scegliere lo strumento che più vi fa avvicinare all’effetto desiderato. Importante è anche tenere lo strumento con la giusta angolatura, perché anche l’angolo può far cambiare il tipo di texture che andate a incidere.
4. NON ESSERE TROPPO METICOLOSI.
Le scanalature non saranno mai perfette ed è normale. Fate tanta pratica e vedrete che le incisioni verranno sempre meglio, ma accettate anche che ci siano delle piccole imperfezioni lungo le linee incise.

In poche parole dovete fare tanta pratica e sperimentare, solo in questo modo troverete la vostra strada che sarà sicuramente quella giusta per voi!

By |2022-02-22T16:38:43+02:00Febbraio 22nd, 2022|A Lavoro, Sulla Ceramica|

A Caccia della Forma

Guardare alla produzione ceramica del passato è un modo per trovare il mio stile.

E’ incredibile come una materia così molle come l’argilla si possa trasformare in un oggetto solido e duraturo, come la sua plasticità la renda un materiale così duttile da poter assumere qualsiasi forma si voglia. L’argilla è una delle prime materie che l’essere umano ha lavorato, la storia della ceramica corre parallela alla storia dell’uomo dalle sue origini ad oggi. E’ interessante vedere come le diverse civiltà e culture hanno dato vita ad una ricchissima varietà di forme e oggetti.

La forma di un oggetto riflette la cultura e i valori di una certa popolazione in un preciso periodo storico, come ad esempio la diffusione di brocche antropomorfe e zoomorfe nelle civiltà pre-colombiane, o la prevalenza di vasi a forma ovoidali nella Grecia antica. In entrambi i casi la scelta della forma, del colore o del motivo decorativo rispecchiano gli usi e costumi della cultura di appartenenza. Nell’arte delle civiltà indigene è visibile il legame intimo e profondo tra l’uomo, la natura e il mondo animale. Le forme della ceramica greca nascono da necessità d’uso domestico e commerciale, la qualità è sempre molto elevata e gli stili variano secondo l’area geografica e l’epoca, dal più antico stile protogeometrico alla più “recente” ed elegante ceramica a figure nere originarie di Corinto e a figure rosse di produzione ateniese.

Anthropomorphic Pitcher

Brocca Antropomorfa proveniente dalla collezione del Museo Chileno de Arte Precolombino di Santiago de Chile

Attican red-figure krater

Cratere attico a figure rosse, dalla collezione greca del Museo Civico Archeologico di Bologna

Quanto a me, sto sperimentando e lavorando molto per cercare il mio stile, io adoro le forme semplici, minimali ma mai banali, che ti colpiscono per la loro essenzialità. Amo le righe, dipinte o incise. Prediligo colori monocromi spesso accostati al colore della terracotta. Adoro il contrasto tra il lucido della cristallina e l’effetto opaco della superficie rifinita con la cera.

Le mie ceramiche si distanziano dalle decorazioni elaborate tipiche di molte tradizioni locali italiane, come ad esempio i bellissimi ed eleganti motivi figurativi e/ o floreali di stampo rinascimentale delle maioliche di Deruta e di Faenza.  Mi sento molto più affine al design del nord Europa o alla produzione ceramica di alcune tradizioni del Giappone , come la ceramica Hagi prodotta soprattutto per utensili da tè, caratterizzata dalla bellezza sobria delle forme e dalla scelta cromatica delicata grazie all’applicazione di una smaltatura leggermente opaca.

Vase with leaf motif

Vaso con motivo a foglia dal Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza

Hagiyaki Pottery

Ceramica Hagiyaki, Japan-Guide.com

La ricerca della forma è frutto di un lungo processo fatto di ricerca di fonti d’ispirazione, di schizzi e di prove. Sono una grande osservatrice, mi guardo molto intorno, mi piace andare per musei e vedere mostre, entrare in bei negozi e osservare gli oggetti di artigianato e di design, guardare moltissime immagini su internet scovando i siti o i blog di artigiani che come me hanno la passione per la ceramica e l’hanno trasformata nel loro lavoro. Faccio molta ricerca, catalogo e archivio le immagini di oggetti che mi ispirano. Mi creo un bagaglio di idee in testa che in laboratorio traduco in una forma “in carne e ossa”.

Il lavoro che faccio in laboratorio è importante quanto il tempo dedicato alla ricerca di fonti d’ ispirazione. Sono due momenti del mio fare ceramica che non si susseguono l’un l’altro ma si alternano, e mi permettono di creare forme sempre nuove. Penso che fare un lavoro esclusivamente introspettivo chiusa in laboratorio non sia molto proficuo, è importante confrontarsi con la produzione altrui…c’è sempre da imparare cose nuove.

Images Sources:

www.precolombino.cl

www.museibologna.it/archeologico

www.japan-guide.com

www.micfaenza.org

By |2019-06-25T15:41:45+02:00Aprile 5th, 2019|A Lavoro, Sulla Ceramica|

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